Via Flaminia 451, il cantiere è stato bloccato……a costruzione ultimata.

Via Flaminia 451, meglio conosciuta come ex-Gone, o cortile adiacente alla Casina Villa dei Cardinali.

Oggi come la “seconda torretta” di Ponte Milvio.

Insomma, quella “cosa” l’anomalia della quale avevamo cominciato a denunciare come Comitato già all’apertura del cantiere, nel maggio 2015.

Richieste di “accesso agli atti”, esposti, diffide protocollate in Municipio, presso gli Uffici competenti, infine anche al Commissariato di Polizia.

Tutto inutile, il silenzio totale, nessuna risposta al Comitato, nessuna completezza nei documenti consegnati.

E il cantiere è cresciuto tranquillamente fino alla scoperta dei ponteggi…ed eccola qui la torretta nel suo massimo splendore.

Poi, all’improvviso, l’iniziativa del Capogruppo del PD in Municipio, il Consigliere Marco Paccione, si accendono i riflettori, risponde la Sovrintendenza Comunale, la lettera di autotutela del Direttore dell’Ufficio tecnico del Municipio XV.

Infine, il fermo del cantiere.

I fatti, dunque, ci danno ragione e non è una consolazione.
Anzi avremmo preferito avere torto, avere esagerato, essere accusati di catastrofismo, di dietrologia, di malignità.
Purtroppo non è così e ribadiamo il nostro plauso all’iniziativa di Marco Paccione.
Non è più possibile subire passivamente la devastazione del territorio e della città, in nome di interessi privati evidentemente ispirati da altre finalità che nulla hanno a che vedere con il rispetto delle regole.

La risposta della Sovrintendenza Comunale è chiara ed esplicita e sicuramente getta qualche ombra su quella che il Comitato aveva definito “appropriatezza delle procedure adottate dall’Ufficio Tecnico del XV Municipio nel rilascio dei necessari nulla osta”, aggiungendo (ironicamente?) di non avere alcun dubbio a tale proposito.

Ci chiediamo quale sia il livello di controllo, pur nel rispetto delle autonomie dei ruoli, del decisore politico, colui che amministra, sull’operato del funzionario e sulle conseguenze tangibili che tale operato segna, in modo indelebile, sul territorio.

Quali le prospettive?
Proviamo a sognare: la restituzione di questa stupenda parte di città alla sua bellezza!
Eliminando fisicamente tutto ciò che non ci deve stare, perchè non rispetta le regole.
Facendo finalmente sparire anche quegli intollerabili dehors che continuano provocatoriamente ad occupare il suolo pubblico.

In un Paese civile questa, e solo questa, sarebbe la prospettiva.

Oggi gli sviluppi si accavallano e, in attesa degli esiti dell’intera vicenda, già si inizia a parlare di “vittoria della chiarezza e della trasparenza del Municipio che afferma che le regole vanno rispettate”.

Vorremo rimettere un minimo di ordine.

Il Comitato Abitare Ponte Milvio, il primo che ormai da già quasi un anno ha posto attenzione e pubblicamente denunciato l’anomalo cantiere, segue con attenzione gli ultimissimi eventi.
Il Comitato ha partecipato all’ultima riunione della Commissione Trasparenza e sarà presente alla prossima.
Il Comitato ribadisce ancora una volta il proprio convinto plauso al Consigliere Marco Paccione per l’iniziativa, ancorchè tardiva, che ha inteso attivare, e gli rinnova la disponibilità a mettere in campo, come Comitato di cittadini, tutte l’attenzione e il controllo si rendessero necessari.

Ma, con uguale serietà e rigore, come Comitato dobbiamo anche affermare che ci sembra francamente eccessivo, oltre che decisamente fuori luogo, parlare di “…vittoria in termini di trasparenza e chiarezza …… del Municipio, che afferma con forza che le regole sono le regole e come tali vanno rispettate…..”.

Un po’ più di prudenza, per favore.

In questa vicenda, come purtroppo anche in altre che riguardano il dilagante e incontrastato degrado dell’area di Ponte Milvio, il Municipio è stato tragicamente latitante e non è mai apparso ai cittadini, lasciati nella loro completa solitudine, come l’Istituzione democratica che “afferma con forza che le regole vanno rispettate”.

Da maggio 2015, replicando a giugno e poi a settembre dello stesso anno, il Comitato ha “tirato per la giacca” il Municipio in forma ufficiale, scritta e protocollata, e nulla è accaduto.

E siamo rimasti assai sconcertati, oltre che preoccupati, quando il passato lunedì in Commissione Trasparenza abbiamo assistito alla scena di incredulità e stupore nelle espressioni dei Consiglieri presenti, maggioranza e opposizione, alla vista dei nostri documenti, quelli stessi che avevamo da svariati mesi depositato al protocollo indirizzati al Consiglio e ai Dirigenti del Municipio.
Li vedevano per la prima volta.

Ora sarebbe meglio, da una parte non sbracciarsi da parte dell’opposizione con dichiarazioni che si interrogano sui perchè dell’inazione del Municipio, o sui motivi per i quali la “…Polizia locale e l’ispettorato edilizio municipale non intervengano “d’ufficio” su opere di questa importanza…”.
Dall’altra, però, sarebbe opportuno che la maggioranza si riservasse un momento di riflessione prima di parlare di vittorie e trasparenze.
Anche se chiaramente sono diversi i ruoli, maggioranza e opposizione siedono entrambe in Consiglio e nelle Commissioni e prendono visione dei documenti e girano per il territorio (si spera).
Dunque…….

Piuttosto, manteniamo atteggiamenti responsabili e attendiamo, con molta attenzione e vigilanza, gli esiti di questa situazione, pronto (il Municipio) ad intervenire con celerità e solerzia ad intraprendere gli eventuali altri atti conseguenti, se necessari.
Evitando di lasciare sul campo un’ennesima ferita al quartiere che veramente non la merita.

Saremo, poi, immediatamente al fianco dell’Amministrazione a scrivere di vittorie e di successi nel momento in cui assiteremo ad una reale inversione di tendenza, quando la stessa Amministrazione metterà finalmente mano ad un profondo processo di pianificazione globale ed omogenea e di ridisegno di questa parte di città e del suo uso.
Quando avremo il segnale evidente di una visione progettuale coerente, dunque, a cominciare dalle minime cose (dovute?) quali il Piano di Massima Occupabilità e il rispetto delle regole di occupazione di suolo pubblico, anch’essi dimostrazione di un processo coerente di governo della città, che rimetta ordine allo spettacolo di degrado, di macchine in quarta fila, di barriere di rifiuti, di skyline “impreziositi” da selve di canne fumarie, sostanzialmente di assenza di regole.

Il senso della città è dato anche dalla sua immagine.

Infine, sarebbe necessario che da questa indecorosa vicenda se ne traessero insegnamenti su come andrebbe praticata una buona amministrazione della cosa pubblica.
Per esempio preoccupandosi, in prima istanza, dell’interesse dei cittadini tutti, e non di quelli di pochi.
Anche, finalmente, dando ascolto e credito agli stessi cittadini, specie quando questi si prendono la responsabilità di produrre esposti molto circostanziati e documentati.

Si tratta di serietà.

Paolo Salonia, Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 
Inserisci le parole che vedi nella casella, nello stesso ordine e separate da uno spazio (Guida)