Follia Sonora domenica 30 giugno.

Sottotitolo: cercasi enti responsabili.

Pubblichiamo con ritardo rispetto all’evento, ma convinti della sua importanza.

L’episodio dei DJ di domenica consente di fare qualche riflessione sul diritti dei cittadini e sulla deresponsabilizzazione degli enti deputati a garantirceli. Mi permetto di rappresentare le ragioni per cui quest’episodio può essere ritenuto emblematico ed esplicativo della deresponsabilizzazione che stravolge il senso della comunità, e di quanto si potrebbe tentare per cercare di recuperare la nostra civis.

Abitando a Ponte Milvio sono abituato, anche se non del tutto domo, a scene di ordinaria follia urbana: soste feroci d’auto (le soste selvagge appartengono al passato), riduzioni di carreggiata e slalom sulla Flaminia per alloggiare dehors, veicoli forzatamente contromano in una via Riano oramai “intronata”, un suq perenne, fuori misura ma anche fuori latitudine e longitudine nel piazzale, acquartieramenti di varie specie e fogge a protezione dei locali di mescita, la quiete notturna confusa con un verso leopardiano piuttosto che intesa come un diritto, maxi manifesti di birra a copertura della facciata della chiesa (a proposito il Vicariato a cui mi son rivolto sembrerebbe più efficace delle autorità civili)……. Follie, quindi, più che stranezze, tanto che ad osservatori attenti o vittime impotenti Ponte Milvio appare più un laboratorio per misurare la resistenza psico-fisica dei residenti piuttosto che un quartiere ove abitare.

Ma quella del raduno dei dj allo stadio dei marmi è un caso di straordinaria e non di ordinaria follia e vediamo, a mio modesto avviso, il perché. Domenica alle cinque del pomeriggio ho ricercato la fonte di un fastidio acustico che impediva a me come ai residenti che mi hanno telefonato, non solo, il mero riposo ma la possibilità di concentrazione e di esercizio del pensiero. Facoltà quest’ultima, evidentemente, ancora esistente fra gli abitanti di Ponte Milvio. Poco male, si potrebbe dire, se domenica pomeriggio la capacità di concentrazione è stata labile. Non altrettanto purtroppo si può dire, purtroppo per cittadini affetti da talune patologie. Tali soggetti domenica pomeriggio sono stati danneggiati. E ciò è doppiamente male.

Sono, pertanto, sceso in strada e messo alla ricerca della fonte sonora; mi sono rivolto ai primi sospetti: i consueti esercizi di mescita e rumori sotto casa. Erano, in realtà, incolpevoli, scuse e proseguo la ricerca. Chi dunque l’autore? Mi parve d’individuare che l’effetto acustico accompagnato da vibrazioni provenisse da ovest, e lì mi sono diretto. Allo Stadio della Farnesina il volume e l’intensità aumentavano, ho creduto di aver individuato la responsabile nella A.S Lazio che organizzava una riunione di atletica leggera. Mi sono rivolto in modo deciso all’organizzatore, ma ho dovuto miseramente ripiegare con mille spiegazioni, non era lui l’autore. Un vantaggio tuttavia l’ottenni: appresi che la fonte era una manifestazione allo Stadio dei Marmi.

Mentre procedevo sbalordito e confuso mi resi conto che non ero il solo esploratore in quel caldo pomeriggio. Altri cittadini avanzavano circospetti con orecchio indagatore alla ricerca dell’origine di tanta molestia. Erano residenti provenienti dal Fleming, da via Sacchi al Flaminio, dalla Camilluccia. La propagazione via etere stava coinvolgendo più Municipi. Ho stimato un bacino di almeno di 50.000 cittadini residenti! Alla Questura una contro stima.

Giunti al cancello d’ingresso dello Stadio la facoltà di parola non era più esercitabile; il frastuono era tale che impediva il dialogo sia con il presidio dei vigili urbani che con l’agente di P.S. presente e infine con gli organizzatori della manifestazione o come tali qualificatisi. Capirono tuttavia che avrebbero dovuto ridurre i decibel e riportarli nella misura concordata con l’autorità che aveva autorizzato la manifestazione (debbo ritenere autorità comunale e di P.S.). Gli organizzatori mi giurarono di avere effettuato la riduzione, ma i residenti convenuti affidandosi al loro orecchio in assenza di strumentazioni scientifiche giudicarono in maniera non apprezzabile la riduzione. Richiesi ai vigili presenti l’intervento dell’Arpa per la constatazione del superamento al fine di consentire, dopo verifica del superamento, l’intervento decisivo del Comandante Bracci del XX Gruppo V.U. (nel frattempo avevo richiesto che venisse informato di quanto stava accadendo)

A questo punto, sorpresa, l’Arpa non ha presidi di pronto intervento, né i vigili hanno in dotazione fonometri che possano, una volta accertato l’abuso intervenire con autorità e nella certezza dei diritti. Ho interessato anche Torquati il fresco Presidente del XV Municipio, (peraltro risultava già informato e attivo), ho richiesto attraverso gli agenti l’intervento del Commissario Improta, ho accertato che il fatto fosse stato portato a conoscenza dell’Arma. E tutti sono certo si sono adoperati al meglio.

Ma quanto è scaturito è stato un fax….. un modestissimo fax, poi divenuto ampollosamente fonogramma all’Arpa. Fonogramma che non dubito che con diligenza sarà stato letto lunedì mattina, e saranno prese, di certo, immediate decisioni.

E’ qui, a mio giudizio la follia di questa storia. E’ l’incapacità comprovata, nella nostra vita urbana di poter disporre di soggetti in grado di esercitare, in situazioni di palese abuso, una qualsiasi forma di responsabilità, coordinandosi o surrogando magari altri enti deputati non in grado d’intervenire.

L’obiettivo per cui un organismo viene costituito, la missione che ne legittima l’esistenza, e da un senso al lavoro e alle retribuzioni dei dipendenti, tutto vanificato, dimenticato. Nei momenti di necessità, nei momenti in cui da quell’organismo ci si attendono interventi responsabili e decisivi ciò non avviene. E oggettivamente che qualcuno con qualche grado sulla spallina entrasse allo Stadio dei Marmi e facesse ridurre le emissioni acustiche, non mi sembra poi un grande atto né di coraggio né di grande responsabilità.

Pratiche d’ordinaria responsabilità evitano casi di straordinaria follia.

E l’ordinaria responsabilità si programma. E’ auspicabile, in previsioni di situazioni similari, che gli enti territoriali deputati alla sicurezza all’ordine e alla salute pubblica si mostrino più attrezzati, coordinati e pronti di come hanno mostrato nella presente occasione. Il Presidente Torquati, appena insediato, ci potrebbe dare, in tal senso, una dimostrazione d’iniziativa e intraprendenza.

Romano Prodi recentemente su Repubblica ha esemplificato un caso emblematico di assenza di decisioni e di fuga dalle responsabilità nel nostro Paese. E’ divertente e drammatico nel contempo. Racconta Prodi che come ciclista era abituato fino a pochi anni fa a fermarsi per bere ai fontanili e leggere un avviso che recitava perentoriamente: ACQUA POTABILE ovvero ACQUA NON POTABILE. Il ciclista assetato decideva se dissetarsi o proseguire. Ora si trovano scritte del tipo ACQUA NON SOTTOPOSTA AD ANALISI. Nessuno si prende la briga di prendere una decisione funzionale al ciclista assetato.

Bruno Rosi

2 pensieri su “Follia Sonora domenica 30 giugno.

  1. Buonasera, vorrei segnalare che ven 27 settembre pv e’ prevista una manifestazione sempre allo stadio dei marmi curata da radio deejay ….non so se causerà lo stesso scempio acustico, ma nel dubbio ….grazie per un vs riscontro.
    Cordialmente,
    Daniela Catalani

  2. Ringraziamo la Signora Catalani per la segnalazione di estrema importanza.
    Questo Comitato provvederà ad agire sul Presidente Torquati, sulla Giunta, sul Consiglio Municipale tutto, al fine di avere informazioni su quali provvedimenti sono stati adottati (o si intendono adottare) per evitare il ripetersi degli sciagurati pomeriggio e serata del 30 giugno.
    Soprattutto per pretendere che ne vengano assunti di seri ed incisivi, laddove questo non fosse stato già pianificato.
    Avremo senz’altro preferito che, dopo quanto avvenuto l’ultima domenica di giugno, si fosse dimostrata una maggiore attenzione sul rilascio di permessi ed autorizzazioni per manifestazioni del genere da parte delle Autorità preposte, ciascuna per la propria parte.
    Del resto, purtroppo, siamo costretti a constatare che, sul versante del contrasto al fenomeno della movida e del “disturbo” acustico serale, non ci sia stata finora alcuna sostanziale inversione di tendenza e non illudiamoci per queste serate agostane con il fisiologico abbassamento del numero di “utenti”.
    Continueremo ad essere sempre più vigili e inflessibili, ma anche propositivi, nei confronti dell’azione di questa nuova Giunta, come continuamente dichiarato “senza sconti”.

    I Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

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