Appello per via Giulia

Cari associati e non,
i nostri “lettori”sono già informati circa la vicenda di via Giulia, e la devastante proposta, in essere, da parte della società costruttice Cam, per averla potuta conoscere  tramite l’articolo e i vari commenti in proposito su questo blog.

Se desiderate sottoscrivere l’appello che segue potete farlo sul sito

http://carteinregola.wordpress.com/urbanistica/vertenze-urbanistiche/via-giulia-largo-perosi/appello-per-via-giulia/

Il comitato di quartiere
Abitare Ponte Milvio

 

APPELLO PER VIA GIULIA

La strada più illustre del Rinascimento italiano  oggi corre il pericolo che la profonda ferita inferta nel 1939 dalla demolizione del Palazzo Ruggia e del Palazzo Lais venga irrimediabilmente aggravata  con un progetto di edificazione che il Comune intende portare avanti senza alcuno studio preliminare, né concorso di idee, né processo partecipativo dei cittadini.

Via Giulia è la prima strada in Roma tracciata ad andamento rettilineo aperta all’inizio del sec. XVI da Giulio II che si avvalse dell’opera del Bramante. Nell’idea del pontefice la via doveva garantire un migliore collegamento mediante Ponte Sisto fra Trastevere, dove in quello stesso periodo si andava ristrutturando via della Lungara,  e la zona dei Borghi e di S.Pietro mediante un erigendo ponte di fronte all’ospedale di S.Spirito. Inoltre lungo il rettifilo si sarebbero dovuti concentrare gli edifici di maggiore importanza per lo Stato Pontificio.

Ora Roma Capitale, insieme con la Soprintendenza per i Beni architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma e la Direzione Regionale del Lazio esprimono parere favorevole al piano di recupero da eseguirsi in via Giulia, Largo Perosi e via Bravaria con un progetto che modifica il vuoto esistente privandolo di qualsiasi contenuto storico-culturale mediante l’inserimento di nuove edificazioni (il project financing presentato dalla ditta prevede un albergo con ristorante, appartamenti, urban center) senza avere sviluppato uno studio che giustifichi la pubblica utilità dell’operazione e svilendo le emergenze archeologiche, affiorate nel corso degli scavi archeologici preventivi, comprimendole tra pilastri di fondazioni e piani di parcheggi.

Tutto ciò per reperire i fondi per le spese di musealizzazionedei resti archeologici rinvenuti. Sistema questo improponibile, perché lo studio, il recupero e la valorizzazione di un’area archeologica non possono essere assolutamente mercificati con la realizzazione di nuove costruzioni, senza tra l’altro un attento studio del contesto storico artistico e delle sue future  trasformazioni. Concetto questo da applicare  a  tutta la città.

Noi riteniamo che il progetto sia irricevibile e che, ove mai venisse messo in opera, danneggerebbe irreparabilmente il contesto storico-artistico di Via Giulia.  Si ritiene quindi indifferibile necessità:

  • promuovere  una serie di incontri pubblici all’interno dei processi partecipativi previsti dalle norme, supportati da studiosi di diverse discipline, per far conoscere ai cittadini le trasformazioni che l’area ha subito nella storia e  mettere a confronto diversi intendimenti del rapporto tra antico e nuovo,   argomento che in una città come Roma è troppo spesso  fonte di semplicistiche riduzioni a slogan.
  • costituire un comitato scientifico per studiare il “caso via Giulia” preventivamente ad ogni altra azione, tenendo presente che un nuovo progetto dovrà porsi come sintesi di molte e delicate istanze tra loro anche contraddittorie e proprio per questo estremamente stimolanti: la continuità dell’asse storico e la sua “violazione” perpetrata in epoca fascista; l’asse urbano inteso come opera d’arte e dunque l’intervento come risarcimento della parte mancante; la “nuova” questione archeologica che rimette in discussione le precedenti riflessioni, la straordinaria vocazione panoramica dell’area verso il lungotevere con vista sul Gianicolo, deturpata dalle autovetture e dal loro rumore; la non trascurabile nuova presenza dell’asse del ponte Mazzini e le suggestive prospettive che da esso si apprezzano con i tetti di Roma “sormontati” dal timpano bianco della Chiesa Nuova; la stessa percezione del bel prospetto della chiesa di San Filippo Neri e le eleganti masse edilizie delle Carceri Nuove.
  • promuovere un Concorso Internazionale di Idee, formulando un bando nel quale convergano i risultati scientifici, dei quali i concorrenti dovranno tenere conto, e dove siano indicate con esattezza le funzioni richieste e alcune linee guida sulla consistenza dell’intervento.

Questi luoghi sono da anni al centro dell’interesse della cultura architettonica italiana e mondiale e sono stati oggetto di studio di molte università. Non è quindi permesso sbagliare, pena un danno permanente e irreversibile al patrimonio di Roma.

PROMOTORI

Berdini Paolo – Bevilacqua Piero – Bianconi Antonio – Caudo Giovanni – De Lucia Vezio – Emiliani Vittorio – Erbani Francesco – Fattinanzi Enrico – Macioti Maria Immacolata – Manacorda Daniele – Mazzola Ettore Maria – Minoli Giovanni – Pasca di Magliano Roberto – Pasolini dall’Onda Desideria – Rossi Doria Bernardo – Scandurra Enzo – Strinati Claudio – Verdone Carlo – Zammerini Massimo.

 

 

 

 

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