Roma Capitale, Codacons, PalaTrony, ovvero delle polpette avvelenate (?)

Su VignaClaraBlog è comparsa la notizia del risarcimento in arrivo da parte di Trony per i noti disagi di quel famoso 27 ottobre 2011, ottenuto grazie all’intervento di Codacons nella sua veste di “sportello per il cittadino” così come voluto da Alemanno nel gennaio del 2012:

“……….Con un apposito avviso pubblico approvato dal Dipartimento Attività Economiche e Produttive del Comune di Roma è stato infatti annunciato il protocollo d’intesa tra Codacons, Roma Capitale e Palatrony, con il quale la società ha versato 20mila euro all’amministrazione comunale, soldi che verranno interamente utilizzati per gli indennizzi ai soggetti danneggiati…..

Riflettiamo, dunque.

27 ottobre 2011 – marzo 2013, inaugurazione di Trony a Ponte Milvio e città nel caos – risarcimenti ai cittadini.

Questo che viene strombazzato come evento eccezionale, “novità assoluta”, in verità lascia perplessi e insinua il sospetto.

Infatti, esiste forse un legame tra questa “tempestiva” riparazione e la recente diffida relativa al fatto che Trony avrebbe aggirato l’articolo 24 di una precisa legge regionale, la n. 33, secondo la quale nella città storica i centri commerciali non possono superare i 2500 mq di vendita, viceversa ottenendo due autorizzazioni per due medie strutture?

E’ forse un caso di “una mano lava l’altra”?

Inoltre, rappresenta perfida malizia pensare che questa trovata (e non entriamo nel merito della cospicua cifra stanziata) sia anche finalizzata a chetare le agitazioni continue per il disastro totale nel quale continua a versare via Riano, abbandonata più che a se stessa (e già sarebbe meglio) agli interessi del citato centro commerciale?

Per di più in una calda fase pre-elettorale per il rinnovo dell’amministrazione di questa città!

Senza tacere della “chicca” finale che si trova, incredibile sorpresa, alla fine del modulo che i cittadini stressati in quel fatidico giorno devono riempire per ottenere (forse) la loro legittima soddisfazione monetaria.

Un piccolo passo indietro.

Il 27 gennaio 2012 il Sindaco Alemanno eliminò la figura del Difensore Civico sostituendola con una sorta di ufficio specificatamente dedicato ai diritti dei cittadini, affidandolo ad una associazione privata, il Codacons.

Quest’ultima, con la sua vantata e pregressa esperienza di paladina del cittadino calpestato e offeso nei suoi più elementari diritti, veniva presentata come il livello più alto possibile a garanzia del misero di cui sopra.

Il fatto che si tratti di soggetto privato costituisce particolare insignificante e non degno di nota, tanto l’interesse di un proprio tornaconto rimane schiacciato dall’interesse pubblico sempre vincente.

E infatti, il modulo che il cittadino difeso strenuamente dovrà compilare e debitamente firmare per vedere trionfare i propri diritti calpestati, si chiude – prima dello spazio per la firma – con un innocuo periodo che recita banalmente così:

Il sottoscritto dichiara altresì di volersi iscrivere al CODACONS, nella qualità di socio aggregato, e, a tal fine, in via straordinaria, si impegna a versare all’Associazione quale quota di iscrizione l’importo pari al 10% del contributo riconosciuto da Roma Capitale a titolo di contributo per i disagi subiti in seguito all’inaugurazione di Palatrony.”

Polpette avvelenate?

Eduardo Micheletti e Paolo Salonia, Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

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