La sfiducia

Ieri 4 marzo 2013 è stato finalmente il grande giorno, quello atteso da tempo: Giacomini, il Presidente del XX Municipio, è stato sfiduciato.

Se ne deve andare a casa, lui e gli ultimi fedelissimi che lo hanno continuato a seguire anche nella sconcezza dell’abbandono dell’aula per sottrarsi al dovere di ascoltare le motivazioni di chi li ha sfiduciati.

Infatti, il dato politico vistoso che emerge dalla giornata di ieri è proprio questo: la pervicace tracotanza, il manifesto disprezzo nei confronti dei cittadini amministrati, la conosciuta inadeguatezza a sostenere il confronto, convinto come è (lui e i suoi quattro inutili bravi) di essere al di sopra della democrazia, di poter gestire il potere sul suo dominio, di essere il “più uguale degli altri”.

Né si è (ci ha) risparmiato l’ultimo atto, metafora della sua statura politica, “dimettendosi” a poche ore dalla presentazione della mozione di sfiducia.

Così compiendo un gesto, oltre che inutile, di debordante scorrettezza e di insostenibile arroganza.

Ed è stato sconcertante il quadro emerso nella ricostruzione di fatti e circostanze, illustrata da alcuni dei tredici: pensavamo di conoscere, di sapere, ma – come si dice – vedevamo forse solo la punta dell’iceberg!!!

L’epilogo ha tristemente confermato la devastante sfrontatezza di questi troppo lunghi cinque anni di gestione privata della cosa pubblica che hanno ridotto il territorio del XX° nella situazione di preoccupante degrado – sotto tutti gli aspetti – dal quale adesso faticosamente dovrà riemergere.

Lode, dunque, ai tredici sostenitori dell’atto determinante e conclusivo.

Ma…….solo lode?

In verità, la successione degli interventi per le dichiarazioni di voto, così intimisti e autoreferenziali (in alcuni momenti sembrava di assistere ad una seduta psicoanalitica collettiva), ha in qualche modo sminuito l’importanza politica dell’atto di sfiducia in se stesso.

La prima domanda che sorge spontanea, infatti, è: “ma avete avuto bisogno di cinque anni per capire e decidere di tirarvi fuori”?

E poi ancora: “ma quanto la vicinanza delle prossime elezioni amministrative suggerisce e condiziona le parole appassionate (forse un po’ troppo autocelebrative) di rigore, coscienza e teste alte”?

E anche l’opposizione, senza disconoscere la vittoria conseguita, non poteva essere più attenta, presente, in sostanza capace di “fare esplodere le contraddizioni” con un maggior tempismo?

Infine, non possiamo non sottolineare la totale mancanza, nel mare di parole spese, di un seppur minimo riferimento al dato, per noi sostanziale, che riguarda il costante, pervicace, tracotante atteggiamento di NON ASCOLTO dei cittadini e anzi della insopportabile volontà di sottrarsi sistematicamente e oltraggiosamente al confronto che ha caratterizzato l’operato del ex Presidente Giacomini.

Rimane l’amarezza di questa conclusione, agognata per lunghissimo tempo, ma arrivata palesemente fuori tempo massimo e troppo a ridosso delle elezioni e motivata con argomentazioni quanto meno lacunose.

Lo abbiamo detto in aula consiliare ieri mattina e lo vogliamo ricordare ai prossimi candidati: è nostra precisa determinazione operare affinchè il prossimo Municipio diventi una “casa di vetro”, un luogo di continuo e costruttivo confronto collaborativo tra amministratori e cittadini.

Ricordatelo tutti, non faremo sconti a nessuno.

Eduardo Micheletti e Paolo Salonia, Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio

6 pensieri su “La sfiducia

  1. Condivido pienamente l’orazione civile svolta dai portavoce del Comitato.
    Del fatto in questione dobbiamo saper estrarre il reale significato e rappresentarlo con efficacia. Abbiamo l’opportunità, peraltro, che i valori richiamati e il giudizio dato non costituiscano solo un mero giudizio su una consiliatura conclusa, ma che costituiscano un monito per il futuro.
    Mi auguro che quanto scritto sia letto e compreso non solo dai nostri associati, di qualunque parte politica, e dai cittadini ma da chi si accinge a proporsi e a governare politicamente e amministrativamente il XX Municipio.
    L’ascolto dei cittadini è parte imprescindibile della democrazia municipale. E’ perfettamente conciliabile con la rappresentanza degli eletti. Non lede o sminuisce alcuna delega. E va favorita, proprio da chi sinora l’ha ostacolata per ignoranza o malafede: Presidente, Giunta, Consiglio.
    E compito del Municipio ricercare le più efficaci modalità con cui i cittadini debbono essere ascoltati e resi partecipi del processo conoscitivo e deliberativo municipale.
    Il populismo, la demagogia l’inefficacia dell’azione vanno combattuti e di certo sono nemici dei cittadini ancor prima che degli amministratori. Molto spesso invece sono utilizzati strumentalmente per non attivare alcun processo partecipativo. Ma poiché il trucco è noto invitiamo i prossimi amministratori a non provare a indulgere in questa scorciatoia.

  2. Difficile non concordare in toto !! Purtroppo la capacità (convinta) di ascolto degli altri è forse la cosa che manca di più in questo povero paese. Quando ci renderemo conto che l’interesse di tutti è anche il nostro personale interesse forse qualcosa cambierà. Personalmente non sono molto ottimista, visti anche i recenti successi del populismo sgangherato. Una citazione x tutti:

    “Si è presentato come l’anti-partito, ha aperto le porte a tutti i candidati, ha dato modo ad una moltitudine incomposta di coprire con una vernice di idealità politiche vaghe e nebulose lo straripare selvaggio delle passioni, degli odi, dei desideri. E’ divenuto così un fatto di costume, si è identificato con la psicologia antisociale di alcuni strati del popolo italiano”;non fa riferimento alle ultime elezioni, ma è Antonio Gramsci (1921) a commento delle elezioni di allora…

  3. L’esperienza del Comitato per Via Gradoli ha consentito di apprezzare in tutta l’evidenza la corruzione morale, prima che giuridica, del popolo italiano.
    L’attuale classe politica è stata infatti eletta anche dai residenti dei 43 condòminii presenti nella via, i quali hanno proposto 558 (cinquecentocinquantotto) istanze di condono edilizio.
    Ben si comprende allora lo scarso appoggio ricevuto dal Comitato, non solo dalle forze politiche, ma anche da parte dei residenti, a voce tutti disponibili, ma nei fatti silenziosi come le autorità.
    La stessa rappresentanza municipale (salvo eccezioni che io conto sulle dita di una mano), che si è dimostrata semplicemente spregevole, avendo concepito la funzione pubblica quale strumento privilegiato per assicurarsi una posizione di lavoro e garantirsi introiti altrimenti non disponibili.

    L’invito va quindi rivolto certamente ai politici (a mio avviso preferirei rivolgere loro un atto di diffida…), ma soprattutto ai cittadini che, nel farsi carico personalmente della gestione della cosa pubblica, devono altresì imporsi un’etica di gran lunga più rigorosa di quella praticata dall’attuale, spregevole, classe dirigente.

    Auguro al vostro comitato il sostegno popolare di cui necessita, sperando che sia non sia il solito popolino indulgente e indifferente.
    Oramai abbiamo la prova che la delega senza controllo equivale ad un assegno in bianco a uno sconosciuto.

    Citare Gramsci per attaccare il M5S è un gravissimo errore posto che questo movimento chiama tutti a un impegno personale.
    Non merita pertanto accoglimento alcuno la critica svolta di chi sta fuori dall’impegno sociale.
    Si faccia avanti e contribuisca alle attività del Comitato come ha fatto Bruno e gli attuali portavoce, consapevole che mai dovrà nel futuro venire meno il controllo sugli eletti, di qualsiasi lista e colore politico.

    L’esito dell’attività del Comitato per via Gradoli sfocerà presto in una denuncia alla Procura della Repubblica.

  4. Analizzando l’articolo sulla sfiducia a Giacomini, il mio commento, quello di Carlo e quello di Alvaro intravedo la possibilità che sul nostro Blog si acuiscano delle posizioni non solo politiche ma anche con risvolti chiaramente di parte, (mentre rigorosamente apartitico ma vigorosamente politico si è definito il Comitato Abitare Ponte Milvio, n.d.r.).
    Uno scambio quale quello sopra registrato, è dunque un pericolo o una opportunità? Non disconoscendo i rischi della prima evenienza propendo per i vantaggi della seconda.
    Credo che il nostro Blog sia frequentato da associati maturi con senso e impegno civico superiore alla norma, (il solo fatto che dedichiamo del tempo a leggere e scrivere sulla vita cittadina e municipale mi permette di fare questa presuntuosa e pretenziosa affermazione). Ragion per cui il rispetto per il pensiero, i bisogni, gli orientamenti dell’interlocutore saranno, senz’altro garantiti, costituendo questi il condiviso valore primario di una qualunque comunità democratica avanzata.
    Se tutti riusciremo ad attenerci alle regole del rispetto del prossimo, abbiamo il vantaggio di meglio conoscere le altrui posizioni e rendere più interessante e stimolante la partecipazione al Blog. Si parlerà di argomenti veri, di temi in questo momento fortemente avvertiti, presenti in tutti gli strati della società. Non è tempo di parlare del sesso degli angeli, tema quest’ultimo da rinviare ad altra data, ma di cose di estrema drammatica attualità che potrebbero dilaniare ulteriormente il paese, se, chi è in grado di dialogare non si impegna nella esplicitazione, del proprio pensiero e nell’ascolto e nella comprensione dell’altrui.
    Quindi non ritengo sia una trasgressione allo spirito del Comitato se si esprimono i concetti citando il nome di un partito o di un movimento. Speriamo anzi di avere più voci. Il mio auspicio è di frequentare un Blog multiculturale. Magari se debbo farmi un augurio è quello di non trovarmi articoli o commenti rituali di quelli che per presenzialismo debbono dire la loro, ovvero difendono aprioristicamente una fazione. Blog siffatti vengono presto a noia, drammatica o meno che sia la situazione.

  5. se questa vicenda ci ha insegnato qualcosa, allora, personalmente o in gruppo, dobbiamo dare segnali precisi in direzione di una alternativa politica in un Municipio, come il XX, da sempre occupato da partiti che definire antidemocratici sembra una forma diplomatica.
    E’ necessario quindi abbandonare a tal fine ogni appartenenza ideologica e valutare con attenzione le proposte che vengono da rappresentanti di forze politiche che si candidano a gestire questa alternativa.

  6. Cercheremo di essere sempre informati di quello che riguarda la città e in particolare il nostro quartiere. Bisognerebbe evidenziare pochi obiettivi prioritari per realizzarne almeno qualcuno. Calorosi ringraziamenti a chi è disposto ad attivarsi personalmente.

I commenti sono chiusi.

Inserisci le parole che vedi nella casella, nello stesso ordine e separate da uno spazio (Guida)